Antichi mestieri: l’allevamento del baco da seta

Dimostrazione della produzione della seta estratta dal bozzolo del baco da seta

La Fiera Agricola

Antichi mestieri: l’allevamento del baco da seta

La Fiera Agricola della Valceno propone:

Antichi mestieri: l’allevamento del baco da seta

Dimostrazione della produzione della seta estratta dal bozzolo del baco da seta



a cura del MUSEO CIVICO ETNOGRAFICO ARCHEOLOGICO C.G. FANCHINI  Oleggio   Novara
 museocivico@comune.oleggio.no.it

...Filo d'argento, lucente e sottile... il bombyx mori, o baco da seta, secerne il suo pregiato prodotto e lo fa filare intensamente... Ed il gelso fa la sua parte... alte piante centenarie e di morte, sulle quali come i pinolai, gli sfrondatori innalzeranno il proprio corpo 

La tessitura della seta rappresenta il settore, il cui processo produttivo, anche quando era concentrato in fabbrica, rimaneva strettamente legato alla campagna e dunque all’agricoltura. Quando l’inadeguata produzione agricola iniziò a creare carenze di ogni genere, allora, la filatura e la tessitura diventarono i primi pilastri di un’industria domestica nuova e capace di creare sussistenza nel corso del settecento e dell'ottocento. L’attività agricola dell'allevamento e della produzione di bozzoli infatti, favorì oltre che allo sviluppo di tante attività collaterali: produzione del seme, della filatura e della tessitura, anche un notevole incremento di manodopera nel settore. La prima testimonianza di questa attività ci è data dai gelsi (morus alba e nigra). Resti dei lunghi filari commemorano il lavoro di povera gente, soddisfatta di mantenersi con un proprio salario, ma obbligata dalla sete di sopravvivenza.

“Al tempo si compravano i semi di bachi nelle fiere, dentro bustine tenute come l’oro”.

Un’operazione che veniva fatta nella primavera e nel mese di Aprile, mese che per alcune comunità rappresenta anche l’inizio di mercati speciali battezzati religiosamente. Spesso erano le contadine a comprare questi semi che riponevano in una bustina “toppina” di stoffa fine portabile ovunque e in questo caso era di consuetudine mettere questa confezione nel seno. Un’incubatrice naturale che le donne consacravano davanti all’altare attraverso cerimonie particolari. La Bachicoltura aggregava intere famiglie, mobilitava madri, figlie e genitori, insomma perpetrava la voglia di stare, insieme crescendo in un’unica attività che dava lavoro ad ogni singolo membro”. Per ricavare circa 1 quintale di bozzoli dai quali ricavare circa 10 chili di seta, erano necessarie tonnellate di foglie di gelso, pane quotidiano per questi dei bachi mansueti e pronti a divorare con docilità. Una volta nati era necessario ovviamente levarli dalla toppina per deporli con strumenti rudimentali, stecchi per esempio, dentro panieri capaci di contenerli con sicurezza. In questa prima fase di vita le foglie dovevano essere tritate finemente. In un secondo momento, sempre con la solita operazione, i bachi venivamo depositati su castelli di canne, costruiti su quattro grossi pali. L’intero ciclo dell’allevamento e della cultura del gelso è rivisitabile su oggetti particolari: cannicci e stuoie, regno di questi esseri speciali... capaci di ingrossare e dunque di richiedere posizionamenti sempre più adeguati. Nel corso di 30-35 giorni l’allevamento permetteva di assistere anche alla muta. Quattro fasi consecutive di circa un giorno intero ciascuna. È questo il momento che il contadino deve osservare attentamente perché sfogliandosi, lo strato di cute fatto di chitina, offre il momento esatto per il  quale ricorrere al cambio delle  stuoie. L’ultima muta detta anche “dormita della grossa” fa arrivare alla fase conclusiva. Il baco ora deve essere alimentato almeno dalle tre alle quattro volte al giorno fino alla fase conclusiva. Se il baco ha raggiunto piena maturazione è nella fase di far uscire dalla bocca il filo e  quindi di produrre altrimenti dovrà restare ancora nella stuoia prima di subire il testa-coda, la congiunzione dell’estremità opposte, che fa fuoriuscire la seta.

Articolo inserito il 04/04/2012

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